COMUNICATO STAMPA
Il mandato, avviato a gennaio 2026, si concluderà a fine 2028
MEDICINA DI LABORATORIO, SABRINA BUORO È LA NUOVA PRESIDENTE SIBioC
“INNOVAZIONE TECNOLOGICA E SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA SANITARIO
OGGI SONO SFIDE CENTRALI”
Con nuove divisioni dedicate e gruppi operativi, la società scientifica avvia il nuovo mandato con proposte a sostegno di una modernizzazione sostenibile
Milano, 19 gennaio 2026 – Si è insediato il nuovo Consiglio Direttivo della SIBioC (Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica – Medicina di Laboratorio). Nel corso della seduta sono stati condivisi e approvati il piano di attività e la nuova struttura organizzativa della Società, che guideranno le azioni dell’intero mandato.
Appropriatezza e proposte di aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), promozione dell’innovazione e della sostenibilità in Medicina di Laboratorio, sostegno ai giovani professionisti, formazione ed educazione, insieme a una collaborazione strutturata e trasparente con l’industria della diagnostica, con le associazioni e a un rafforzamento delle sinergie con le altre società scientifiche – non solo cliniche – sono alcuni dei temi chiave al centro del mandato di Sabrina Buoro, nuova Presidente della società.
Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, Sabrina Buoro guiderà la SIBioC nel prossimo biennio con l’obiettivo di rafforzare il ruolo strategico della Medicina di Laboratorio all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, valorizzando le competenze dei professionisti e promuovendo modelli organizzativi e diagnostici sempre più appropriati, innovativi e sostenibili. Un percorso che passa anche attraverso un dialogo responsabile con il mondo industriale, la collaborazione interdisciplinare
e una maggiore capacità di governo dell’innovazione, a beneficio dell’intero sistema sanitario. La Presidente, a nome del Consiglio Direttivo, ci ha parlato delle azioni e delle priorità che verranno intraprese nei prossimi mesi.
Presidente Buoro, qual è la situazione della medicina di laboratorio oggi e come si posiziona la SIBioC?
Oggi assistiamo a una crescente carenza di vocazione verso la Medicina di Laboratorio, una criticità sulla quale è necessario intervenire con decisione. Senza professionisti motivati, solidi, guidati da competenze scientifiche robuste e da una visione sistemica, la Medicina di Laboratorio non è in grado di esprimere pienamente le proprie potenzialità a sostegno di una sanità equa e sostenibile e di una
ricerca e sviluppo di qualità.
Innovazione tecnologica, applicazioni dell’intelligenza artificiale, metodi diagnostici avanzati e sostenibilità rappresentano sfide centrali per il presente e il futuro del settore, ma devono essere governate da un pensiero scientifico strutturato e da una comunità professionale coesa, capace di orientare l’innovazione garantendo al tempo stesso equità di accesso, sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e modernizzazione nella ricerca e sviluppo. In questo contesto, SIBioC si colloca
da sempre come una voce indipendente, metodologicamente solida e saldamente ancorata al metodo scientifico. Proprio per questo, la Società è in grado di offrire un contributo concreto sia ai professionisti che alle istituzioni.
Tra i temi che in questo periodo richiamano grande attenzione c’è l’assistenza territoriale. Anche la medicina di laboratorio sta andando in questa direzione?
Il decentramento delle attività sanitarie permetterà alla medicina di avvicinarsi ai cittadini. Per raggiungere questo obiettivo, la Medicina di Laboratorio deve cambiare veste e integrarsi pienamente nei percorsi di assistenza territoriale, garantendo un accesso di qualità anche in questi nuovi modelli organizzativi. Ci troviamo di fronte a un cambiamento strutturale, non a un semplice adattamento.
SIBioC da anni contribuisce alla costruzione della governance della Medicina di Laboratorio Decentrata, con una forte leadership scientifica, in particolare nell’ambito dell’implementazione del DM 77 e delle Case della Comunità, dove il laboratorio deve essere pienamente integrato per poter affiancare realmente il cittadino.
Medicina vicina al cittadino significa anche aggiornamento dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, per ridurre le disuguaglianze di accesso alle prestazioni di laboratorio.
Con l’approvazione del nuovo nomenclatore tariffario, le società scientifiche hanno la possibilità di proporre nuovi LEA: questo crea uno spazio per uniformare le pratiche, colmare vuoti o avanzare nuove richieste. Se vogliamo lavorare davvero sul valore della Medicina di Laboratorio e sulla sostenibilità, dobbiamo essere propositivi. Possiamo cambiare il paradigma della prescrizione degli esami, riducendo il numero di accessi del paziente e favorendo percorsi più efficienti, come l’utilizzo dei reflex test e di percorsi riflessivi strutturati, cioè protocolli diagnostici che integrino il singolo esame, solo in caso di necessità e senza bisogno di ulteriori prescrizioni. Tutto questo, però, deve essere misurabile: se non definiamo criteri di misurazione, non possiamo dimostrare il valore reale delle attività che svolgiamo.
Un servizio sanitario efficiente è anche sostenibile: cosa significa sostenibilità nell’ambito della medicina di laboratorio?
Quando parliamo di sostenibilità dobbiamo adottare una visione ampia. Non si tratta solo di responsabilità ambientale, ma di un equilibrio complessivo della Medicina di Laboratorio. Dobbiamo chiederci di cosa abbiamo realmente bisogno oggi nel layout dei laboratori di diagnostica e di ricerca, come possiamo essere resilienti in un contesto di risorse limitate e spazi definiti, quali siano i requisiti tecnico-scientifici imprescindibili e quali i limiti oltre i quali non possiamo andare senza compromettere qualità e sicurezza. Resilienza significa anche saper rispondere alla carenza di personale, ripensando modelli organizzativi e processi. È una sfida complessa, che siamo pronti ad affrontare con responsabilità, competenza e visione. In questa
prospettiva, SIBioC ha deciso di istituire una nuova Divisione dedicata a Innovazione, Sostenibilità e Green Lab, insieme ad altri gruppi di lavoro tematici, con l’obiettivo di fornire indirizzi scientifici e organizzativi.
La medicina del futuro necessita di essere costruita oggi, attraverso l’impegno dei giovani e la loro formazione. È un altro obiettivo SIBioC?
Le risorse umane, e in particolare i giovani, rappresentano uno dei pilastri di questo mandato. Abbiamo una Divisione Young Scientist molto attiva, ma intendiamo rafforzarla ulteriormente attraverso la creazione di una Divisione di Mentoring e Professional Empowerment, nella quale l’esperienza e le competenze di chi ha costruito la SIBioC vengano messe al servizio delle nuove generazioni. L’obiettivo non è solo formare giovani eccellenti dal punto di vista scientifico, ma professionisti con una visione d’insieme, capaci di muoversi in una conoscenza circolare del sapere,
in grado di comprendere i legami tra scienza, organizzazione, sostenibilità e impatto sul sistema sanitario e sulla ricerca e sviluppo. Il nostro obiettivo è che i giovani di oggi possano diventare, domani, protagonisti di un Servizio Sanitario flessibile, capace di integrare assistenza sanitaria, capacità e competenze accademiche, ricerca e sviluppo per rispondere in modo completo ai bisogni della popolazione. È un obiettivo ambizioso a cui tengo molto e che, come SIBioC, ci impegneremo
a perseguire.
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