Coordinatore e componenti

Coordinatore Area Innovazione Tecnologica
Sergio Bernardini
Coordinatore Area Sostenibilità
Tommaso Trenti
Vice-Coordinatore Sostenibilità e Laboratorio Green

Paola Galozzi

Vice-Coordinatore Sostenibilità e Innovazione Tecnologica

Massimo Pieri

Componenti

Chi fosse interessato a partecipare attivamente alle attività della Divisione, a ricevere aggiornamenti o a essere inserito nella mailing list, è invitato a contattare la Segreteria SIBioC.

Descrizione

La Divisione Innovazione, Sostenibilità e Transizione Green dei Laboratori Clinici è coordinata dal dott. Tommaso Trenti e dal prof. Sergio Bernardini. I vicecoordinatori, nominati dal Consiglio Direttivo (CD), sono la dott.ssa Paola Galozzi, per le tematiche relative alla sostenibilità, e il prof. Massimo Pieri, per quelle relative all’innovazione.

Oltre ai coordinatori e ai vicecoordinatori, i componenti attivi della Divisione sono Martina Montagnana, Laura Sciacovelli, Laura Roli, Tommaso Fasano, Rita Mancini, Umberto Basile, Antonio Fortunato e Fiamma Balboni. È inoltre in corso una collaborazione con la Divisione Promozione e con il Gruppo di Studio Evidence-Based Laboratory Medicine e Health Technology Assessment (HTA), coordinato da Valentina Pecoraro.

Chi fosse interessato a partecipare attivamente alle attività della Divisione, a ricevere aggiornamenti o a essere inserito nella mailing list, è invitato a contattare la Segreteria SIBioC.

La Divisione intende avvalersi della collaborazione di esperti di comprovata competenza nei settori dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità ambientale, della transizione ecologica e della gestione dei laboratori clinici, previa approvazione del CD.

Nel panorama italiano, SIBioC – Medicina di Laboratorio si impegna a promuovere iniziative strutturate volte a favorire la transizione verso modelli di laboratorio clinico sostenibili, in linea con le direttive europee e internazionali. In qualità di società scientifica nazionale affiliata all’EFLM, SIBioC – Medicina di Laboratorio riconosce il programma EFLM Green Labs come principale riferimento europeo per lo sviluppo di iniziative nazionali sulla sostenibilità dei laboratori clinici.

La Divisione opera con l’obiettivo di promuovere una Medicina di Laboratorio sostenibile, capace di integrare l’innovazione scientifica e tecnologica con la tutela ambientale, la sostenibilità economica e la responsabilità sociale. In tale ambito, promuove modelli laboratoristici, anche organizzativi, che coniughino efficacia diagnostica, appropriatezza clinica ed efficienza nell’uso delle risorse, contribuendo alla riduzione dell’impatto ambientale, alla sostenibilità del Servizio Sanitario e alla creazione di valore sociale.

In collaborazione con i Gruppi di Studio e le altre Divisioni, la Divisione valuta il valore clinico e la sostenibilità delle tecnologie emergenti, quali, a titolo esemplificativo, spettrometria di massa, genomica ad alta produttività, diagnostica digitale, mobile health e intelligenza artificiale. Ne promuove inoltre l’integrazione in percorsi clinico-diagnostici e in modelli organizzativi sostenibili, standardizzati e armonizzati, orientati alla tutela della salute e al benessere della popolazione.

Principali aree di attività

  • Promozione e adozione di tecnologie diagnostiche innovative che dimostrino un reale valore clinico e un contributo alla sostenibilità complessiva del sistema sanitario, evitando l’introduzione di attività inappropriate ad alto impatto ambientale ed economico.
  • Valutazione della sostenibilità dei modelli laboratoristici e diffusione di buone pratiche.
  • Analisi e monitoraggio dell’impatto ambientale dei processi di laboratorio, finalizzati all’individuazione di interventi di efficientamento, riduzione degli sprechi e mitigazione dell’impronta ambientale, in linea con standard e linee guida internazionali, nonché promozione dell’economia circolare e di politiche di approvvigionamento sostenibile.

Per approfondimenti e materiali didattici, si rimanda al sito EFLM Green Labs: EFLM Green & Sustainable Laboratory

Attività realizzate e in corso

  • La Divisione ha realizzato, nel periodo giugno–settembre 2025, un’indagine nazionale sulla transizione green nei laboratori clinici, rivolta ai soci, con l’obiettivo di rilevare il livello di conoscenza, sensibilità, organizzazione interna e disponibilità al coinvolgimento dei professionisti italiani della Medicina di Laboratorio sui temi della sostenibilità. L’analisi evidenzia una conoscenza limitata delle iniziative EFLM: solo il 20,9% dei rispondenti dichiara di esserne informato, mentre oltre il 79% riferisce una conoscenza nulla o superficiale. Analogamente, il progetto di certificazione EFLM “Green & Sustainable Laboratories” è conosciuto dal 16,4% degli intervistati.
  • Per favorire il recepimento a livello nazionale delle indicazioni del comitato EFLM “Green & Sustainable Laboratories”, anche attraverso materiali didattici, checklist operative e percorsi di certificazione a supporto della transizione green dei laboratori clinici, la Divisione ha promosso la traduzione italiana del documento EFLM “Green and Sustainable Medical Laboratories”, consultabile gratuitamente: EFLM-GREEN-LAB-BOOKLET-ITA.pdf

Priorità operative per la sostenibilità ambientale

1. Sviluppare programmi formativi nazionali sulla sostenibilità in Medicina di Laboratorio

È prioritario inserire la sostenibilità nei programmi di formazione e aggiornamento professionale rivolti a dirigenti di laboratorio, tecnici sanitari di laboratorio biomedico, responsabili della qualità e professionisti coinvolti nei processi diagnostici. La formazione dovrebbe superare un approccio esclusivamente teorico al tema ambientale e promuovere una cultura integrata, nella quale sostenibilità, qualità, appropriatezza, sicurezza, innovazione e valore clinico siano considerati componenti complementari della buona pratica di laboratorio.

2. Creare una rete nazionale SIBioC Green Labs

SIBioC – Medicina di Laboratorio dovrebbe promuovere la costituzione di una rete nazionale di laboratori impegnati in percorsi di sostenibilità, coinvolgendo anche i delegati regionali e le realtà già attive in iniziative locali. La rete SIBioC Green Labs dovrebbe favorire lo scambio di esperienze, la raccolta di dati, il benchmarking, la condivisione di strumenti operativi e il supporto ai laboratori interessati ad avviare percorsi di autovalutazione o certificazione secondo modelli europei, inclusi quelli promossi dall’EFLM.

3. Integrare la sostenibilità nei sistemi di qualità

I laboratori certificati secondo la norma ISO 9001 o accreditati secondo la norma ISO 15189 dispongono già di un’infrastruttura gestionale idonea a integrare requisiti ambientali, indicatori di prestazione, audit interni, analisi dei rischi e piani di miglioramento. L’integrazione della sostenibilità nei sistemi di qualità consente di evitare iniziative frammentarie o episodiche, trasformando le azioni green in processi strutturati, documentati, verificabili e monitorabili nel tempo.

4. Definire un set essenziale di KPI nazionali per i progetti Green Lab

La disponibilità di indicatori semplici, progressivi e confrontabili rappresenta uno strumento fondamentale per valutare la situazione iniziale dei laboratori, identificare le aree critiche e monitorare l’efficacia degli interventi realizzati. SIBioC – Medicina di Laboratorio potrebbe promuovere un set minimo nazionale di KPI, utilizzabile inizialmente per attività di autovalutazione e successivamente per programmi di benchmarking tra laboratori. Tali indicatori dovrebbero riguardare, ad esempio, i consumi energetici, l’utilizzo di acqua, la produzione di rifiuti, la razionalizzazione dei materiali di consumo, l’appropriatezza prescrittiva e l’impatto dei processi preanalitici, analitici e postanalitici.

5. Inserire criteri di sostenibilità nei capitolati di gara

La sostenibilità del laboratorio non può dipendere esclusivamente dall’impegno dei singoli operatori, ma richiede scelte organizzative, investimenti, disponibilità di dati sui consumi, capitolati aggiornati e collaborazione con l’industria della diagnostica in vitro. È pertanto essenziale coinvolgere le direzioni aziendali, le istituzioni sanitarie regionali e nazionali, le centrali di committenza e le aziende produttrici di dispositivi diagnostici in vitro, affinché nei processi di acquisizione di tecnologie, reagenti, materiali e servizi siano progressivamente introdotti criteri di sostenibilità ambientale, efficienza energetica, riduzione dei rifiuti e ottimizzazione logistica.

6. Valorizzare l’appropriatezza diagnostica come strumento di sostenibilità

La riduzione degli esami non necessari, delle duplicazioni, delle ripetizioni inappropriate e dei percorsi diagnostici inefficienti rappresenta una leva strategica di sostenibilità. L’appropriatezza diagnostica consente infatti di migliorare simultaneamente la qualità clinica, la sicurezza del paziente, l’efficienza economica e la sostenibilità ambientale. Per questo motivo, dovrebbe essere considerata parte integrante della politica green del laboratorio clinico e non un ambito separato dalle iniziative ambientali.

7. Promuovere la produzione e la condivisione di esperienze operative

La raccolta sistematica di esperienze già avviate, casi di studio, audit ambientali, progetti di riduzione dei consumi, iniziative di approvvigionamento sostenibile e percorsi di certificazione può favorire la diffusione di buone pratiche su base regionale e nazionale. SIBioC – Medicina di Laboratorio può assumere un ruolo di coordinamento nella raccolta, valutazione, validazione e diffusione di tali esperienze, contribuendo alla costruzione di un patrimonio condiviso di strumenti e modelli applicabili nei diversi contesti organizzativi del laboratorio clinico.

News Divisione Innovazione, Sostenibilità e Transizione Green dei Laboratori Clinici