Nel corso della II Strategic Conference SIBioC 2026, dedicata ai temi dell’innovazione, della qualità e della sostenibilità della Medicina di Laboratorio nel Servizio Sanitario Nazionale, la Regione Liguria ha presentato lo stato di avanzamento del percorso di riorganizzazione della rete laboratoristica regionale, attualmente in fase di consolidamento a seguito della riforma del Servizio Sanitario Regionale approvata nel dicembre 2025.
L’intervento ha evidenziato come il modello ligure stia progressivamente evolvendo verso una visione maggiormente integrata e coordinata della Medicina di Laboratorio, in linea con gli indirizzi nazionali e con le raccomandazioni condivise da AGENAS e SIBioC.
Un primo ambito di approfondimento ha riguardato il Point-of-Care Testing (POCT). In ambito ospedaliero, i sistemi POCT risultano generalmente inseriti all’interno di percorsi organizzativi che prevedono il coinvolgimento e la supervisione dei laboratori clinici. Diversa è invece la situazione nel contesto territoriale, dove permane una significativa eterogeneità organizzativa e dove il coordinamento da parte della Medicina di Laboratorio non risulta ancora uniformemente implementato. Proprio per questo motivo, la Regione sta lavorando alla definizione di un modello organizzativo condiviso che preveda una chiara attribuzione delle responsabilità, sistemi di gestione del rischio, percorsi formativi strutturati e una maggiore integrazione dei sistemi informativi. In tale contesto è prevista l’istituzione di un Comitato Multidisciplinare Regionale con funzioni di coordinamento e supervisione delle attività POCT, sia in ambito ospedaliero sia territoriale, nell’ambito di un più ampio processo di riordino attualmente in fase di elaborazione.
Parallelamente, la Regione ha avviato un articolato processo di riorganizzazione della rete dei laboratori del Servizio Sanitario Regionale, sostenuto anche dalle misure previste dall’art. 29 del DL 73/2021. Tale percorso comprende la mappatura delle attività diagnostiche e della capacità produttiva, il rafforzamento del modello hub & spoke su più livelli organizzativi, la centralizzazione di alcune procedure di approvvigionamento e il consolidamento dei programmi regionali di Verifica Esterna di Qualità (VEQ).
Particolare rilievo ha assunto lo sviluppo di un sistema regionale della qualità basato sui programmi VEQ condivisi e su modelli di collaborazione interregionale. Questo approccio ha consentito di monitorare in modo sistematico le performance dei laboratori pubblici e privati accreditati, favorendo il progressivo miglioramento degli standard qualitativi e una maggiore omogeneità delle prestazioni erogate sul territorio regionale.
Ulteriori elementi qualificanti del percorso riguardano l’implementazione del sistema informativo laboratoristico (LIS) su scala regionale, l’attivazione del portale referti e l’avvio dei processi di interoperabilità tra le aziende sanitarie. Tali attività sono tuttora in corso e rappresentano uno degli obiettivi prioritari della riorganizzazione, con completamento previsto entro la conclusione del percorso regionale. Analogamente, i temi dell’armonizzazione metrologica e della standardizzazione della refertazione rimangono obiettivi strategici condivisi, il cui sviluppo richiederà ulteriori interventi e un maggiore coordinamento tra le diverse realtà laboratoristiche.
Non meno rilevante è il tema della gestione logistica e della tracciabilità dei campioni biologici, ambito nel quale la Regione ha avviato iniziative finalizzate a migliorare il monitoraggio dei campioni lungo l’intera filiera diagnostica, anche in relazione all’evoluzione del modello hub & spoke. Tali interventi si inseriscono in una più ampia strategia di miglioramento della sicurezza del paziente e della qualità del dato analitico.
Accanto ai risultati conseguiti, sono state evidenziate alcune criticità ancora presenti, riconducibili principalmente alla persistente eterogeneità organizzativa tra le diverse aziende sanitarie, alla complessità dell’integrazione dei sistemi informativi e alle peculiari caratteristiche geografiche del territorio ligure, che possono influenzare la logistica e l’accessibilità dei servizi. Questi aspetti rappresentano tuttavia importanti aree di sviluppo sulle quali la Regione sta concentrando le proprie attività di pianificazione.
Le prospettive future si collocano in una logica di consolidamento e completamento del percorso intrapreso, attraverso la formalizzazione del nuovo assetto organizzativo, il potenziamento dell’interoperabilità dei sistemi, l’estensione dei programmi di qualità anche ai settori specialistici e il rafforzamento della governance dei POCT. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata allo sviluppo di modelli diagnostici sempre più integrati tra ospedale e territorio, in grado di rispondere alle esigenze di sostenibilità, appropriatezza ed equità di accesso ai servizi sanitari.
Nel complesso, l’esperienza della Regione Liguria evidenzia un percorso significativo di riorganizzazione della Medicina di Laboratorio, caratterizzato da importanti progressi ma anche da obiettivi ancora in fase di realizzazione. La direzione intrapresa rimane orientata all’integrazione in rete, al miglioramento della qualità dei processi e all’innovazione tecnologica, in coerenza con le strategie nazionali e con gli indirizzi della comunità scientifica di riferimento.
Paolo Franceschini
Delegato Regionale Liguria.
